CORSO SAB A UDINE

In Settembre, in collaborazione con il C.A.T. Provinciale, è già stato confermato l’avvio del Corso SAB a Udine. 

•    periodo: da Lunedì 07/09/2020 a Venerdì 25/09/2020 (cinque giorni a settimana, per tre settimane);

•    orario: 09:00 – 15:00 (6 ore/giorno, per un totale di 90 ore. Frequenza minima 63 ore). ;

•    indirizzo: Via Tricesimo, 246 – Udine.

ISCRIVITI ORA AL CORSO SAB!

CHIAMAMI O INVIAMI UNA EMAIL PER MAGGIORI INFORMAZIONI.

dott.  Carlo Lattanzio

SERVIZI E FORMAZIONE

SICUREZZA SUL LAVORO E IGIENE DEGLI ALIMENTI

IGIENE DEGLI ALIMENTI E HACCP

L’applicazione dell’autocontrollo e del sistema HACCP


Quando si parla di prodotti alimentari l’attenzione è particolarmente alta anche rispetto alla sua sicurezza, poiché un cibo contaminato mette in pericolo la salute del cliente. Per questo la normativa Comunitaria sulla sicurezza e l’igiene degli alimenti è sempre più orientata a imporre controlli e verifiche nelle aziende che trattano, manipolano, conservano o distribuiscono cibi e bevande, al fine di tutelare al meglio la sicurezza del cittadino.


  • Chi è coinvolto?

Ovviamente le aziende coinvolte sono quelle che appartengono alla filiera alimentare, cioè qualsiasi attività registrata e autorizzata dalle azienda sanitarie locali.


1
  • Cosa deve fare ogni Datore di lavoro? 

Innanzitutto recepire il   Reg. 852/04/CE, ovvero:


  • Servizi  HACCP

I mie servizi:

  • Assistenza in fase di progetto dei locali per allestirli  secondo la normativa igienico-sanitaria
  • Redazione del  Manuale di Autocontrollo (Piano HACCP)
  • Corsi di formazione al personale e ai responsabili necessari per lavorare in azienda
  • Sopralluoghi e verifiche per aiutare l’azienda a operare secondo la corretta prassi igienica

Grazie alla mia esperienza nel settore della sicurezza alimentare ti propongo una consulenza professionale per l’applicazione dell’autocontrollo aziendale e del sistema HACCP.

food-safety

Se la tua azienda opera nel settore alimentare in F.V.G. e hai bisogno di consulenza contattami! Sarò lieto ti fornirti tutte le informazioni necessarie per mettere la tua azienda in regola e farla risultare conforme alla normativa vigente in caso di controlli da parte delle autorità competenti.

dott.  Carlo Lattanzio

SERVIZI E FORMAZIONE IN IGIENE DEGLI ALIMENTI


Prima di stampare, pensa all’ambiente

© E’ vietata la riproduzione di ogni sua parte senza formale autorizzazione

NOTIFICA DI IMPRESA ALIMENTARE

Registrazione all’AAS

Le attività di somministrazione di alimenti e bevande devono registrarsi presso le Aziende per l’Assistenza Sanitaria (AAS). Tale obbligo, previsto dal Reg. CE 852/2004, viene soddisfatto contestualmente all’invio telematico della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al SUAP (Sportello Unico della Attività Produttive) presente in ogni Comune o alle strutture derivanti da Associazioni di Comuni (ad es. le Comunità Montane) o alle CCIAA in caso di delega Comunale. Si ricorda che la SCIA è un’autocertificazione da presentarsi in caso di apertura, trasferimento e ampliamento delle attività imprenditoriali (si veda i capitoli relativi alla normativa del settore e all’iter burocratico).

A seguito della notifica l’AAS. non rilascerà più alcuna autorizzazione sanitaria, nulla osta o parere per l’esercizio di una qualsivoglia attività nel settore alimentare, ma si limiterà alla semplice registrazione dell’impresa.

La notifica di impresa alimentare interessa molte attività, sia a carattere permanente che stagionale, per l’avvio delle quali è competente lo SUAP:

  1. negozi al dettaglio;
  2. attività di commercio in forma itinerante  e in aree di mercato;
  3. attività di somministrazione (bar, ristoranti, esercizi di trattenimento e spettacolo, circoli privati, etc);
  4. panificatori;
  5. strutture ricettive;
  6. imprenditori agricoli (produzione primaria);
  7. attività agrituristiche.

La notifica di impresa alimentare vale solo ai fini della registrazione dell’impresa alimentare, ma non sostituisce la SCIA.

Le norme comunitarie si applicano solo alle imprese, concetto che implica una certa continuità dell’attività ed un certo grado di organizzazione: chi svolge un’attività occasionalmente o su scala ridotta (fiera, festa, sagra…) non può essere considerato un’impresa alimentare e pertanto non è soggetto a notifica (cfr. “nota Direzione centrale Salute prot 2929 del 12/02/2010”).

aggiornato Marzo 2016

TORNA ALLA PAGINA PRECEDENTE


dott. Carlo Lattanzio

SERVIZI E FORMAZIONE
SICUREZZA SUL LAVORO E IGIENE DEGLI ALIMENTI


Prima di stampare, pensa all’ambiente

© E’ vietata la riproduzione di ogni sua parte senza formale autorizzazione

QUANDO EFFETTUARE GLI AGGIORNAMENTI AI CORSI DI FORMAZIONE OBBLIGATORI?

Aggiornamenti ai corsi di formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/08, ex 626/94) e igiene degli alimenti (Reg. 852/04/CE, L.R. 21/05)


Fra i vari adempimenti per la Sicurezza sul lavoro e l’Igiene degli alimenti, uno di primaria importanza è quello che riguarda la formazione obbligatoria.  Di seguito indichiamo perché e ogni quanto tempo è necessario ripetere la formazione:


Corso di formazione OSA8 e OSA3

La normativa regionale per il Friuli Venezia Giulia (L.R. n°21 del 18.08.2005 – Art.5) ed il Protocollo n°9916 / SPS-VETAL del 12.05.2008 fissano:

– la durata del corso rivolto al solo Operatore del Settore Alimentare  è di 8 ore, validità 5 anni;

– la durata del corso rivolto agli Addetti del Settore Alimentare  è di 3 ore, validità 2 anni.

Contattaci per avere maggiori informazioni sui corsi obbligatori erogati da noi, per essere sempre nel pieno rispetto della normativa vigente.


Corso di formazione RSPP – Datore di lavoro

L’Accordo Stato Regioni del 21-12-2011 prevede aggiornamento quinquennale, con durata variabile in base al rischio aziendale: 6 ore rischio basso, 10 ore rischio medio, 14 ore rischio alto;

Individuazione  decorrenza e scadenza dei termini per l’aggiornamento :

– Datori di lavoro RSPP esonerati ( ante 31/12/96 ) dalla frequenza dei corsi in base (all’art. 95 dell’ex D. Lgs. 626/94)  24 mesi per l’ultimazione degli aggiornamenti a partire dal 11/01/2012 (data di pubblicazione dell’Accordo) e quindi con scadenza 11/01/2014;

– Datori di Lavoro RSPP che hanno frequentato i corsi sulla base dell’art. 3 del D.M. 16 gennaio 1997 prima della data di pubblicazione dell’Accordo: il quinquennio decorre dalla pubblicazione dell’Accordo stesso e pertanto la scadenza avverrà il 11/01/2017.


Corso di formazione LAVORATORI 

L’Accordo Stato Regioni del 21-12-2011 prevede aggiornamenti quinquennali di 6 ore  per i lavoratori (indipendentemente dal rischio aziendale).


Corso di formazione Addetti  al PRIMO SOCCORSO

La legge prevede una cadenza minima triennale per almeno la parte pratica, 6 ore, infatti l’articolo 3 decreto 388 del 15 luglio 2003 riporta: “La formazione dei lavoratori designati andrà ripetuta con cadenza triennale almeno per quanto attiene alla capacità di intervento pratico. ” .


Corso di formazione Addetti ANTINCENDIO

Da un lato il D.M. 10 marzo 1998, che regolamenta i percorso formativi in materia di antincendio,non prevede un obbligo esplicito di aggiornamento periodico del corso antincendio.
D’altra parte il D.lgs. 81/2008, aggiornato al D.lgs. 106/2009, Art.37 recita: ”I lavoratori incaricati dell’attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza devono ricevere un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico.

La soluzione la troviamo nella Circolare del Min. Interni del 23-3-2011 che indica l’aggiornamento ogni tre anni, basso rischio 2 ore, medio rischio 5 ore e alto risschio 8 ore.


corso-rspp-novembre-con-logo2-300x225

dott.  Carlo Lattanzio

SERVIZI E FORMAZIONE
SICUREZZA SUL LAVORO E IGIENE DEGLI ALIMENTI


Prima di stampare, pensa all’ambiente

© E’ vietata la riproduzione di ogni sua parte senza formale autorizzazione

LA SORVEGLIABILITA’ DEI LOCALI DI SOMMINISTRAZIONE AL PUBBLICO 

Sorvegliabilità


I locali destinati a pubblici esercizi devono poter essere sottoposti a verifica da parte della forza pubblica, ai sensi della L. 287/91 e D.M. 12-12-1992 N 564 (criteri di sorvegliabilità).

L’art. 3, comma 1, della legge 25 agosto 1991, n. 287 stabilisce che ai fini del rilascio dell’autorizzazione all’apertura o ampliamento della superficie o al trasferimento di sede degli esercizi della somministrazione al pubblico di alimenti e di bevande “il Sindaco accerta la conformità del locale ai criteri stabiliti con decreto del Ministero dell’Interno”, cioè “accerta l’adeguata sorvegliabilità dei locali” destinati a pubblico esercizio della somministrazione.
In adempimento di quest’ultima prescrizione il Ministro dell’Interno ha emanato il D.M. 17 dicembre 1992 n. 564 nel quale sono contenuti i criteri di sorvegliabilità (esterna ed interna) dei locali adibiti a pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande.
Per sorvegliabilità dei locali deve intendersi la possibilità per gli organi di polizia di poter controllare, dall’esterno dei locali, le vie d’accesso o di uscita da essi ed anche il movimento di persone e di cose che viene realizzato all’interno del locale. Allo scopo di evitare che persone ed eventuali attività poco lecite possano essere trasferite dai locali del pubblico esercizio, in altri locali laterali, sottostanti o sovrastanti a quelli del pubblico esercizio e di questo non facenti parte. E’ quindi chiaro che i locali all’interno dell’esercizio non devono essere intercomunicanti con abitazioni o con altri locali destinati a diverse attività.

 

  • Sorvegliabilità Esterna
    • I locali e le aree devono avere caratteristiche costruttive tali da non impedire la sorvegliabilità delle vie di accesso o di uscita;
    • Le porte e gli altri ingressi devono consentire l’accesso diretto dalla strada o da altro luogo pubblico e non possono essere utilizzati per l’accesso di abitazioni private;
    • In caso di locali parzialmente interrati gli accessi devono essere integralmente visibili dalla strada o da altro luogo pubblico;
    • In caso di locali posti ai piani superiori possono essere imposte altre determinate prescrizioni.
  • Sorvegliabilità Interna
    • Le porte interne, ad esclusione dei servizi igienici e dei vani non aperti al pubblico, non possono essere chiuse a chiave o con altri sistemi di chiusura che non consentono un immediato accesso;
    • Gli eventuali locali interni non aperti al pubblico devono essere comunicati al momento della richiesta di rilascio dell’autorizzazione;
    • Negli eventuali locali interni non aperti al pubblico deve sempre essere consentito l’accesso agli ufficiali e agli agenti di pubblica sicurezza;
    • Deve essere osservata mediante targhe o altre indicazioni l’identificabilità degli accessi ai vani interni dell’esercizio e delle vie di uscita;
    • Inoltre, nessun impedimento deve frapporsi all’ingresso o uscita del locale durante l’orario di apertura e le porte di accesso devono sempre consentire l’apertura dall’esterno.
TORNA ALLA PAGINA PRECEDENTE

Se sei in difficoltà contattami, senza alcun impegno, faremo insieme una valutazione delle tue necessità.

buona navigazione!

 

dott.  Carlo Lattanzio

SERVIZI E FORMAZIONE
SICUREZZA SUL LAVORO E IGIENE DEGLI ALIMENTI


Prima di stampare, pensa all’ambiente

© E’ vietata la riproduzione di ogni sua parte senza formale autorizzazione

Addetti Antincendio

Addetti Antincendio

 

Le statistiche riferiscono di come la prima causa di incendio all’interno dei luoghi di lavoro sia da imputare all’errore umano. Da questo dato si coglie subito l’importanza di una corretta formazione del personale lavoratore in merito alle misure e alle condotte da adottare tanto per prevenire l’insorgenza di un incendio quanto per fronteggiarlo in caso di necessità.
Ogni azienda italiana secondo la normativa di legge deve annoverare in organico un addetto antincendio. Una persona adeguatamente formata da adeguato corso antincendio che avrà il compito di prevenire gli incendi, monitorare le misure di emergenza, e reagire nella nascita improvvisa di un focolaio. In ogni azienda la formazione antincendio è obbligatoria , prevista e voluta dalla normativa italiana, come elemento fondamentale per la sicurezza sul lavoro e la tutela della salute dei lavoratori.

 

  • Chi è l’Addetto alla lotta antincendio e da chi viene nominato?

Dipendente (lavoratore) o titolare dell’azienda (Datore di Lavoro) che fornisce il proprio contributo in caso di emergenze.
Il dipendente non può rifiutare la nomina se non per giustificato motivo (impossibilità fisica).
I destinatari del corso Addetti Antincendio quindi sono:
Lavoratori o Datore di Lavoro obbligatoriamente incaricati all’attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze nelle attività a rischio di incendio medio ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e D.M. 10 marzo 1998.

 

  • Quanti Addetti Antincendio devo avere? C’e’ una legge che lo regola?

Il D.Lgs 81/08 non spiega esattamente quanti addetti devono essere nominati, ma ai fini delle designazioni il Datore di Lavoro deve tener conto delle dimensioni dell’azienda, dei rischi specifici, dell’organizzazione del lavoro (turni, squadre ecc.) e designa quanti addetti ritiene necessari ad avere una copertura adeguata in caso di necessità. Importante: deve essere sempre presente in ogni unità produttiva negli orari lavorativi, per ogni turno e squadra di lavoro.
Indicativamente, sempre tenendo conto che dev’essere sempre presente,  in un’azienda ci devono essere :
– Fino a 3 occupati: 1 addetto, con la condizione che sia un soggetto sempre presente nelle fasi lavorative.
– Da 3 a 10 occupati: almeno 2 addetti
– Da 10 a 20 occupati: almeno 3 addetti
– Da 20 a 30 occupati: almeno 4 addetti
– Da 30 a 40 occupati: almeno 5 addetti
– Da 40 a 50 occupati: almeno 6 addetti

 

  • Quali corsi deve frequentare l’Addetto Antincendio?

Frequenta apposito corso di formazione ai sensi del Decreto del Ministero degli Interni di 4, 8 o 16 ore (in funzione del rischio incendio).
Gli addetti antincendio nelle aziende devono essere formati con istruzione teorica e pratica per l’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio di pronto soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza, secondo i “contenuti minimi” previsti dall’Allegato IX del Decreto Ministeriale 10 marzo 1998.
I corsi antincendio saranno basati su argomenti come:  principi della combustione e i processi di sviluppo di un incendio,  tecniche di estinzione in funzione delle tipologie di fuoco (sostanze estinguenti specifiche). Dal punto di vista pratico si studierà il corretto utilizzo degli estintori, degli idranti, delle manichette e delle lance imparando, attraverso il piano di emergenza, a porre in essere tutte le misure di comportamento idonee a ridurre i danni a cose o persone.

 

  • Come faccio a classificare il rischio incendio?

Per capire se la vostra azienda è ad alto, medio o a basso rischio di incendio dovrete, come previsto dalla legge, provvedere alla valutazione dei rischi dove sarà specificato il rischio presente nella vostra aziende e luoghi di lavoro.
Citando la normativa:
– Luogo di lavoro a rischio basso:
Si intendono a rischio di incendio basso i luoghi di lavoro o parte di essi, in cui sono presenti sostanze a basso tasso di infiammabilità e le condizioni locali e di esercizio offrono scarse possibilità di sviluppo di principi di incendio ed in cui, in caso di incendio, la probabilità di propagazione dello stesso è da ritenersi limitata.
– Luogo di lavoro a rischio medio:
Si intende luogo di lavoro a rischio di incendio medio i luoghi di lavoro o parte di essi, in cui sono presenti sostanze infiammabili e/o condizioni locali e/o di esercizio che possono favorire lo sviluppo di incendi, ma nei quali, in caso di incendio, la probabilità di propagazione dello stesso è da ritenersi limitata.
– Luogo di lavoro a rischio di incendio elevato:
Si intendono a rischio di incendio elevato i luoghi di lavoro parte di essi, in cui per presenza di sostanze altamente infiammabili e/o per le condizioni locali e/o di esercizio sussistono notevoli probabilità di sviluppo di incendi e nella fase iniziale sussistono forti probabilità di propagazione delle fiamme, ovvero non è possibile la classificazione come luogo a rischio di incendio basso o medio.

 

  • Ogni quanto devo aggiornare il corso antincendio?

Il Decreto Legislativo non specifica ogni quanto va ripetuto.
Il D.Lgs. 81/08 all’art. 37, comma 9, prevede un aggiornamento periodico per gli addetti antincendio, ma il D.M. 10 Marzo 1998, decreto di riferimento per quanto concerne la prevenzione incendi nei luoghi di lavoro, non fa menzione di corsi di aggiornamento. Al fine di chiarire la situazione, il dipartimento dei Vigili del Fuoco ha emanato una circolare (Circolare del 23 Febbraio 2011) in cui descrive il programma, i contenuti e la durata dei corsi di aggiornamento, senza però indicare la periodicità. Il consiglio è di “associarlo” (anche per ragioni organizzative) alla scadenza TRIENNALE della formazione degli addetti primo soccorso prevista per legge.

Sanzioni:
Per le aziende che non nominano l’addetto antincendio, in caso di controllo, possono incorrere in una sanzione da € 750 a € 4.000 (artt. 18, comma 1, lettera b) e 43, comma 1, lettera b)).

 

  • Per le normative antincendio devo segnalare le vie di fuga e le uscite di emergenza?

Si, con appositi cartelli, segnaletica e lampade di emergenza.

 

  • Che estintori e quali devo avere come minimo?

L’estintore a polvere, indicativamente ogni 50mq, ed uno a CO2 per il quadro elettrico.

 

  • Il Piano di emergenza ed esercitazione antincendio sono obbligatori?

Nelle attività con più di 10 dipendenti è obbligatorio mettere a punto un piano di emergenza ed effettuare una volta l’anno un’ esercitazione antincendio durante la quale si simula una situazione di emergenza, facendo intervenire tutti gli addetti individuati.

 

Note Informative:
Il Decreto Ministeriale stabilisce che nelle grandi aziende almeno una volta all’anno i lavoratori devono partecipare ad esercitazioni antincendio per mettere in pratica le procedure di esodo e di primo intervento.
Nei luoghi di piccole dimensioni tali esercitazioni devono essere fatte solo per: percorrere le vie di uscita, identificare le porte resistenti al fuoco, identificare la posizione dei dispositivi di allarme ed identificare l’ubicazione delle attrezzature di spegnimento.

 

Sono in grado non solo di offrire una consulenza completa sulla Vostra Sicurezza aziendale ma anche soluzioni efficaci, nonché la formazione degli Addetti Antincendio, sia in aula che presso la sede del Cliente, che consentono di ottenere attestati legalmente riconosciuti e validi a tutti gli effetti.

Contattami, senza alcun impegno, per una consulenza gratuita o un preventivo gratuito.

dott.  Carlo Lattanzio

SERVIZI E FORMAZIONE
SICUREZZA SUL LAVORO E IGIENE DEGLI ALIMENTI

 

Prima di stampare, pensa all’ambiente

© E’ vietata la riproduzione di ogni sua parte senza formale autorizzazione